Nymphicus hollandicus

La calopsitta (Nymphicus hollandicus(Kerr, 1792)), chiamata dai molti erroneamente calopsite, è un uccello della famiglia dei Cacatuidi. È l’unica specie appartenente al genereNymphicus.[2]

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Calopsitta

Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottordine Psittaciformes
Famiglia Cacatuidae
Genere Nymphicus
Wagler, 1832
Specie N. hollandicus
Nomenclatura binomiale
Nymphicus hollandicus
(Kerr, 1792)
Areale

. . . Nymphicus hollandicus . . .

Primo piano: maschio ancestrale, a destra giovane perlato.

Le sue dimensioni sono tra i 30 e i 32 cm; e il peso va dai 90 ai 180 gr, anche se non mancano le eccezioni come esemplari rachitici o esemplari maggiorati grandi quanto un parrocchetto dal collare. Il corpo è di forma allungata, con una lunga coda e il tipico ciuffo sulla fronte. Il ciuffo è movibile e indicatore di emozioni. Le calopsitte come tutti gli psittaciformi ha zampe zigodattili (due dita rivolte in avanti e due indietro, per un’arrampicata sicura ed agevole).Esistono due varianti di becco una classica e una mutazione dove il becco superiore è piu sottile e lungo; non presentano grandi differenze funzionali.

L’ancestrale è l’unico colore che tende a dominare in natura, perché permette la mimetizzazione fra gli alberi. In questa colorazione gli esemplari tendono ad essere di grandezza originale e quindi sempre molto piu grandi rispetto alla maggior parte delle mutazione, inoltre i maschi sono piu portati al canto. In natura invece rispetto ai cugini in cattività le calopsiti sono molto piccoli; questo a causa della disposizione di cibo, molto limitata rispetto a quella che possono trovare in voliera.Il colore ancestrale è in prevalenza grigio scuro e bruno ad eccezione della faccia e del ciuffo di colore giallo con la tipica macchia tonda e rossa all’altezza della guancia, ali con un’evidente macchia bianca lungo il bordo; la femmina si distingue dal maschio per il colore grigio anche in faccia e nel ciuffo che emerge dopo la prima muta a circa 10 mesi di vita, barrature nel sotto ala e barrature gialle nel sottocoda; tende dunque a opacizzare i colori giallo e arancio e a diventare tutta grigia, mentre il maschio dopo la prima muta rafforza la vivacità dei colori. I soggetti giovani dunque sono uguali alle femmine ma con la muta cambiano.

I colori sono dati dalla presenza e dalla quantita di melanina (che da il colore grigio) e dalla Calopsina (che da il colore giallo o arancio).

Esistono altre mutazioni dove il dimorfismo sessuale è meno evidente, anche se in linea di massima il dimorfismo sessuale è contraddistinto dal fatto che il maschio canta, si cimenta in lunghe canzoni, e se allevato a mano le può imparare dal padrone insieme anche ad alcune parole di semplice pronuncia. La femmina invece fischia richiamando l’attenzione o, strida in maniera rauca, dando l’impressione di voler parlare.Il maschio inizia a cantare subito a due mesi e mezzo quando si formano le prime corde vocali, ma inizia ad apprendere dal padrone dal terzo mese.

Le mutazioni Principali :

Il piumaggio è completamente bianco ad eccezione delle guance arancioni e della mascherina gialla che comprende il ciuffo, occhi rossi, alcune volte può esserci una zona implume dietro la cresta. Dopo la muta se il soggetto presenta barrature gialle sul sotto ala si tratta di una femmina, se sono quasi assenti si tratta di un maschio.

il corpo, le guance ed il ciuffo sono completamente bianchi, una mutazione bellissima e d’effetto ottenuta, teoricamente dall’incrocio tra un faccia bianca ed un lutino.

Sui lutini e gli albini bisogna fare una precisazione di non poca importanza. Sono due mutazioni molto fragili geneticamente che richiedono particolare attenzione sia nella fase di provare a riprodurli, sia nella fase di acquisto perché tendono a soffrire della “sindrome degli ino“, che porta ad una calvizia permanente nella zona retrostante al ciuffo, di emofilia a volte, e di ritardi mentali piu o meno gravi che possono causare squilibri mentali a volte caratteriali importanti o a volte a difficolta nel volo come scoordinamento ecc ecc. Comanda la genetica pero in generale vanno evitati tutti quei soggetti che sono figli di due albini o due lutini.[senza fonte]

. . . Nymphicus hollandicus . . .

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